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Uber sperimenta la guida autonoma

L’azienda americana Uber, con sede a San Francisco, che fornisce il servizio privato di trasporto automobilistico attraverso l’utilizzo di una app software mobile che mette in contatto passeggeri e autisti, insieme a Volvo sta sperimentando il servizio con guida autonoma. Si sta testando l’idea sui SUV XC90, ma sempre con tecnici Uber a bordo.

L’esperimento rappresenta l’inizio di una fase di consolidamento dell’alleanza tra Volvo e Uber, già avviata nell’agosto di quest’anno. Le vetture con guida autonoma sono state testate inizialmente a Pittsburgh, in Pennsylvania. Volvo ha costruito le auto e le ha vendute ad Uber.

Il prossimo gennaio 2017 sarà avviato il progetto ‘Drive Me’ a Goteborg in Svezia, si tratta di un esperimento di guida che coinvolge fino a 100 automobili affidate ad altrettanti cittadini, il tutto ovviamente rientra sempre in una fase di test. Dopo di che si passerà a stringere un’alleanza in joint-venture con la società Autoliv, azienda leader del settore della tecnologia per la sicurezza automobilistica. Dunque la futura società avrà sede a Goteberg e coinvolgerà circa 200 collaboratori attualmente già alle dipendenze delle due aziende fondatrici, l’obiettivo sarà quello di arrivare ad un totale di 600 unità nel medio periodo, operative già nel 2017. L’ultima fase del progetto vede la continuazione della collaborazione con Uber finalizzato alla realizzazione di veicoli con tecnologia AD prodotti, come abbiamo detto, da Volvo e venduti ad Uber.

Le due aziende hanno investito un totale di 300milioni di dollari per finanziare il grande progetto e continueranno a sostenerlo.

Per chi crede nella guida autonoma, questo rappresenta il futuro. Eppure sappiamo bene che, per quanto la tecnologia abbia come scopo quello di automatizzare processi presenti nel quotidiano, può incappare in errore.

Infatti, proprio durante un test drive, la VOLVO è passata col semaforo rosso beccando una multa in quel di San Francisco. La compagnia di Travis Kalanick spiega che si è trattato di svista non dovuta al software, definendolo un ‘errore umano’. Intanto però le autorità chiedono di fermare il test.

Di Costanza Tagliamonte

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