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Abolizione del PRA: conviene la riforma?

sede dell'AciLe riforme producono cambiamenti. E cambiare, si sa, non è mai facile: a partire dai singoli fino ai popoli interi, provocando resistenze e opposizioni. Senza rievocare la rivoluzione francese, accontentiamoci di vedere quali reazioni ha provocato la riforma della PA, con particolare riferimento alla tanto sospirata abolizione del PRA. Per un veloce punto della situazione potrete riferirvi all’articolo di Riccardo Bellumori, che si chiedeva se l’accorpamento fra ACI e Motorizzazione fosse la strada giusta. Ricordiamo qui semplicemente che il Real Automobile Club italiano nacque 90 anni fa insieme al Pubblico Registro Automobilistico (anche se il primo Automobile Club privato nacque a Torino nel 1898) e 70 anni fa assunse la denominazione attuale.

 

Inutile duplicazione, o forse no

Il certificato di proprietà dell'autoL’entità ACI-PRA, oltre alle attività di un club (convenzioni, servizi, eventi) produce il Certificato di Proprietà e gestisce un gran numero di pratiche relative ai veicoli, trattate, dal 2000 in poi, anche tramite lo Sportello Telematico dell'Automobilista (STA) in collaborazione con il Ministero dei Trasporti, dal quale a sua volta dipende la Motorizzazione civile e dei Trasporti in Concessione (MCTC). In questo modo la Carta di circolazione e il Certificato di Proprietà possono essere richiesti sia nelle delegazioni ACI, sia negli Uffici Provinciali MCTC sia nelle Agenzie di Pratiche Auto. Questa “ubiquità”, se ha aggiunto molta praticità per l’automobilista, ha rinfocolato le polemiche su quella che viene vista come un inutile sdoppiamento: se i dati viaggiano tranquillamente fra MCTC e PRA, perché non accorpare i 2 Enti? Qualche vantaggio ci sarebbe, come l’interfacciarsi con un solo organismo e un certo risparmio economico per l’automobilista: dato che si eviterebbero gli emolumenti all’ACI. Molti però fanno anche notare che ACI/PRA erogano molti servizi grazie ad un’articolata rete territoriale di sportelli e agenzie.

Termometro social

Documento unico di circolazioneArriviamo così ai nostri giorni, nei quali il decreto Madia ha sancito il passaggio dei dati del PRA nella MCTC e la conseguente nascita del Documento Unico di Circolazione. Anche se il provvedimento avrà effetti pratici soltanto a partire dal giugno 2018, i sentimenti delle persone sono già accesi e vasta cercare nei social e nei siti per rendersene conto. Se molti sono contenti della semplificazione e del risparmio potenzialmente prodotti dalla riforma, altri sono molto più pessimisti. 6sicuro.it, per esempio, ospita i commenti ad un suo post riguardo l’unificazione dei documenti di circolazione: se ne rileva che: “il PRA non grava sul bilancio dello Stato”, Ugo ricorda che comunque i costi di ‘scartoffie inutili’ ricadono sugli automobilisti mentre Giovanni protesta perché con la targa personale si risparmierebbe molto tempo e denaro. Altri commenti su alvolante: TheBlackCat osserva che “sulla carta di circolazione c'è già scritto l'intestatario del veicolo. Avrebbero dovuto abolire il PRA e informatizzare il tutto” e Lo Stregone è scettico: “un po' di suoni di trombette, ma poi poco o nulla cambia”. Aquilone è pessimista: “dal 2019 saranno poi inevitabili gli ‘adeguamenti’ dei costi”.

Esempi e critiche

Auto e documentiSu lastampa.it PPD fa un impietoso paragone con l’Inghilterra: “In altri paesi europei è GRATUITO!!! Ho appena comprato un'auto usata per mia madre in Inghilterra e ho pagato semplicemente il prezzo di acquisto + bollo auto + assicurazione. Il documento di possesso è arrivato a casa di mia madre per posta, 5 giorni dopo l'acquisto, senza bisogno di notai, uffici e simili”. Allarmi vengono anche dal fronte sindacale: Sassuolo2000 riporta infatti un comunicato di Fp Cgil e Cisl Funzione pubblica Emilia-Romagna: “Il decreto su Aci, Pra e Motorizzazione è una riforma sbagliata che penalizza cittadini e lavoratori” e valutazioni simili sono molto diffuse sul web.

Tirando le somme

In conclusione il malessere e la sfiducia degli italiani si riverberano anche in quello che, nel bene e nel male, sarà un cambiamento importante. Cerchiamo il lato positivo: questa riforma è un’ottima occasione per dimostrare che anche in Italia sarà possibile gestire in maniera efficiente i documenti di un bene (l’automobile) che è generalmente ai primi posti negli investimenti delle famiglie.

Nicodemo Angì

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