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Come nasce il nome di un'automobile?

Vi siete mai chiesti come nasce il nome di un’automobile? Il linguista Enzo Caffarelli ne ha scritto un libro (“I nomi delle automobili”).

Nella maggior parte dei casi i nomi delle vetture sono ispirati semplicemente ai nomi/cognomi dei proprietari dell’azienda o dei progettisti, come per Porsche e Pininfarina. In altri casi invece alle caratteristiche dell’auto, come per Maserati Quattroporte. Diversamente, il nome Golf ad esempio, fu scelto dal progettista Giorgetto Giugiaro secondo cui una delle manopole disegnate per la leva del cambio gli dava l’idea di una pallina da golf.

Storia avvincente e romantica è quella di Alfa Romeo Giulietta, tra le prime automobili a portare il nome di una donna. Caffarelli racconta: «In occasione di una cena - si legge nel libro - tra i dirigenti di Alfa Romeo c'era una sola donna, la Signora De Cousandier, moglie del poeta ingegnere Leonardo Sinisgalli, allora consulente per la pubblicità di Finmeccanica. Il gruppo fu avvicinato da un principe russo esule, che per guadagnarsi da vivere intratteneva i clienti improvvisando poesie e battute». E a quel tavolo pronunciò la frase: "Siete sette Romei e ora avete anche una Giulietta...". L'ispirazione sarebbe venuta immediatamente ai commensali, associando il concetto di "fidanzata di Milano" come avrebbe voluto essere la nuova vettura, e la lettura in chiave shakespeariana della seconda parte del marchio Alfa Romeo». 

Qualcuna invece nasce da un acronimo, come la Alfa Romeo MiTo, da Milano e Torino, capitali dell’azienda automobilistica italiana.

Molte case optano per nomi ispirati a flora e fauna, astri e fenomeni atmosferici, come Toyota con Sequoia e Corolla, Volkwagen con Rabbit e Beetle, Mitsubishi con Eclipse, Discovery e Freelander di Land Rover, Odyssey di Honda e Voyager di Chrysler e potremmo continuare ancora…

Numeri e caratteristiche tecniche

Altre fanno esplicito riferimento alle caratteristiche tecniche dell’auto, come ha fatto Fiat per la Tipo, riferendosi al progetto Tipo Due. Oppure vengono accostati nei numeri, delle cifre, o una sigla, ad esempio 458 Italia dove 458 sta per 4,5 litri di cilindrata e 8 per il numero di cilindri, la 488 GTB, la 612 Scaglietti e altre che riportano i valori di potenza e cilindrata come la BMW  520d e 525d, dove d sta per Diesel. Oppure il numero può far riferimento all’anniversario dell’automobile, come per la F40 e F50.

Storia dei simboli

Come per i nomi, anche per i simboli potremmo raccontarne di storie. Prendiamo l’esempio del cavallino rampante Ferrari, regalato dalla madre di Francesco Baracca ad Enzo Ferrari come portafortuna e il giallo dello sfondo rappresenta il colore della città di Modena in cui nasce la Ferrari. Volvo, famosa per il suo cerchio, richiama il simbolo chimico del ferro utilizzato in Svezia per la produzione di auto. Ancora il toro di Lamborghini ispirato al mondo delle corride, vuole contrapporsi al cavallino Ferrari.

Costanza Tagliamonte

 

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