Automotive

Trump contro General Motors

La politica protezionista di Donald Trump tuona su Twitter e scuote il mondo automotive. Tutto accade martedì scorso. Il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, che si insedierà alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio, così twitta: General Motors is sending Mexican made model of Chevy Cruze to U.S. car dealers-tax free across border. Make in U.S.A.or pay big border tax)”. Il riferimento, dunque, è a General Motors: il tycoon newyorchese invita la Casa automobilistica ad una produzione domestica. Secondo Trump, General Motors sta mandando modelli di Chevy Cruze prodotti in Messico ai rivenditori americani, passando il confine senza pagare le tasse. Da qui l’ultimatum: produrre in America o, qualora non fosse così, pagare pesanti tasse doganali. La risposta di GM non si fa attendere. Lo fa attraverso una nota stampa in cui, in sostanza, chiarisce che le Chevrolet Cruze vendute in America sono realizzate nello stabilimento di Lordstown in  Ohio.  “GM – precisa ancora nel suo comunicato - costruisce in Messico la Chevrolet Cruze a cinque per il mercato globale. E solo un piccolo numero è venduto negli Stati Uniti”. Intanto Ford abbonda l’idea di costruire una fabbrica in Messico e dirotta i suoi investimenti negli States. L’annuncio arriva via Twitter: “#Ford adds 700 new jobs at Flat Rock Assembly Plant in Mich. to produce high-tech electrified and autonomous vehicles”. Sarà dunque potenziato lo stabilimento di Flat Rock, in Michigan, con la creazione di 700 nuovi posti di lavoro. La mission sarà quella di produrre auto elettriche e veicoli a guida autonoma.

 

Redazione Inforicambi

 

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