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Donne e motori

Bertha Benz ed Ernestina Prola: le prime donne al volante

 

Regna sovrana ancora, l’idea che “donna al volante, pericolo costante”, come se non fossero capaci di guidare un’automobile o quanto meno, non allo stesso livello di un uomo.

Bene. Quest’oggi parliamo di Bertha Benz, moglie di Carl Benz, l’ingegnere che creò la prima vera vettura.

La signora Benz fu la prima donna della storia a guidare un’automobile con annesso brevetto. Grazie al suo coraggio ed alla sua determinazione, ma soprattutto grazie al supporto del marito, si mise in gioco col primo test-drive.

A bordo di una Benz Patent-Motorwagen modello III, partì da Mannheim per arrivare a Pforzheim, sua città natale, insieme ai quattro figli per raggiungere la madre.

Bertha percorse circa 100km all’insaputa del marito, lasciandogli semplicemente un biglietto in cui lo informava del viaggio che stava per affrontare e un telegramma per rassicurarlo una volta arrivata a destinazione.

Le difficoltà e gli imprevisti si rivelarono numerosi, ma la signora Benz non si perse d’animo e li superò con determinazione e soprattutto grazie alle conoscenze trasferitegli dal marito. Valutò inoltre le mancanze e dunque le necessità che un automobilista può avere.

Anzitutto bisognava organizzarsi con delle stazioni di rifornimento lungo i vari percorsi ed era indispensabile una segnaletica ad hoc.

L’automobile inoltre ebbe bisogno di continui rabbocchi di acqua (usata come liquido di raffreddamento del motore) e di sostituzioni del rivestimento in pelle del ceppo del freno che si consumava troppo velocemente. Le ‘gesta’ di Bertha furono fondamentali per molti, specialmente per il lavoro di Carl. Secondo la leggenda, la donna tedesca pulì il condotto della benzina con lo spillo del cappellino e ripristinò l’isolamento del cavo di accensione logorato, con l’aiuto del reggicalze. A darle una mano nelle situazioni più faticose, come spingere la vettura in salita per l’insufficiente potenza, ci pensarono i figli e qualche passante. Il viaggio di ritorno fu meno faticoso e imprevedibile, data l’esperienza del primo.

La prima donna italiana al volante

In Italia invece il primato va ad Ernestina Prola di Torino che nel 1907 ottenne la patente (allora chiamata licenza) di guida.

“Gli automobilisti che devono circolare sulle strade ordinarie saranno sottoposti alle opportune prove” è il testo riportato all’interno del primo regolamento che fa riferimento all’autorizzazione alla guida, contenuto nel decreto n. 416 del 28 luglio del 1901. Non esisteva la scuola guida, ma la semplice certificazione dell’abilità alla guida ed un libretto sul quale venivano segnate le eventuali contravvenzioni.

C’è da tener conto che ci troviamo in un contesto storico particolare, in cui alle donne non era permesso votare, pochissime riuscivano a studiare e ancor meno erano quelle ad avere un lavoro fuori casa. Dunque Ernestina si è distinta per aver raggiunto un traguardo importante nella storia e nel percorso che porta all’emancipazione della donna. Tanto che fu nominata chauffeuse della scuola di Torino, nella sezione femminile.

 

Di Costanza Tagliamonte

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