Green

Mancata manutenzione stradale VS asfalto 100% ecosostenibile

Iterchimica ha finalmente messo a punto l’asfalto inodore 100 per cento eco-sostenibile!

Come  riporta l'Ansa, l’azienda bergamasca è specializzata in produzione e commercializzazione di additivi per asfalti e si occupa di realizzare pavimentazioni stradali volte alla sicurezza e all’eco-sostenibilità. Totalmente riciclato, costruito a freddo, senza consumo di energia ed emissioni dal cattivo odore, l’asfalto in questione è ottimo per piste ciclabili e per strade poco trafficate, ed è stato presentato ad Asphaltica, l’importante fiera di settore dedicata alla filiera dell’asfalto e delle infrastrutture stradali tenutasi a Verona. Il prodotto è composto da asfalto con 100 per cento di fresato riciclato, non va smaltito in discarica e non richiede l’aggiunta di ghiaia o sabbie, in più la stesura avviene a freddo. Federica Giannattasio, amministratrice delegata di Iterchimica, sottolinea all'Ansa: "Spesso la strada non viene considerata come il risultato di una tecnologia complessa e armoniosa mentre proprio in Italia abbiamo raggiunto livelli di innovazione inimmaginabili fino a pochi anni fa. Siamo i primi al mondo ad essere riusciti a progettare e realizzare una strada interamente green e sostenibile, combinando quattro caratteristiche: 100 per cento asfalto riciclato, solo con additivi green, stesa a freddo e colorata".

Manutenzione stradale in Italia

La questione della manutenzione stradale resta aperta, sempre viva e presente in ogni campagna elettorale, perché il consumo di asfalto (conglomerato bituminoso) in Italia è sceso al minimo storico, sono appena 22 milioni di tonnellate quelle utilizzate per il rifacimento stradale e per riportare in sicurezza i fondi stradali di tutta Italia sarebbero necessari almeno 40 miliardi di euro: lo ha dichiarato la SITEB, Associazione dei costruttori e manutentori delle strade, durante il convegno di Asphaltica tenutosi di recente Verona. Costruzione e manutenzione di strade sono attualmente attività ferme, nonostante nel 2016 vi sia stato un calo del prezzo mondiale del petrolio insieme al patto di stabilità per le pubbliche amministrazioni, l’immissione di denaro da parte della BCE ed il rilancio degli investimenti in manutenzione da parte dell’Anas. La situazione di stallo ha portato danni gravi, spaccature, infiltrazioni d’acqua sulla superficie stradale che hanno compromesso molte delle arterie principali. Questo comporta inevitabilmente un aumento dei costi di riparazione (e non parliamo dei classici ‘tappa buchi’).

La situazione in Italia resta difficile. Il patrimonio stradale - dichiara Michele Turrini, presidente del Siteb -  è oggi molto degradato e notevoli sono i disagi per gli utenti della strada. Investiamo in manutenzione quanto 30 anni fa, ma su una rete molto più estesa e trafficata in condizioni già critiche da anni. Stimiamo che, a causa dei mancati investimenti negli ultimi 8 anni in manutenzione stradale per circa 10 miliardi di euro, per riportare la rete ai valori qualitativi standard del 2006, occorrerebbero almeno 40 miliardi di euro. E’ ora che le strade e la loro adeguata manutenzione entrino di diritto nell’agenda delle Istituzioni locali e nazionali, non solo durante le campagne elettorali e non solo per porre ‘toppe’ momentanee alle troppe buche sempre più diffuse nelle nostre città. Il nostro Paese oggi non ha bisogno di grandi opere, ma di rimettere in sesto e in sicurezza la rete esistente, prima che questa collassi”.

 

Costanza Tagliamonte

 

 

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