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La Eva di Marioni corteggiata dalla Cina

Il suo nome è Elio Marioni ed è un imprenditore toscano residente a Dueville in provincia di Vicenza. Ha sperato e spera che l’Italia possa stringerlo a sé, eppure la sua inventiva pare essere stata apprezzata e valorizzata di più dall’imprenditoria cinese. Marioni nel 1978 ha fondato un’azienda, la Askoll, che si occupa di produrre dispositivi dei fluidi per lavatrici e lavastoviglie con una sostanziale riduzione dei costi e semplificando le attività di montaggio e manutenzione. L’azienda dà lavoro a 2500 persone in undici Paesi del mondo con un fatturato di 300milioni di euro.

Di recente però, data la crisi nel settore dell’elettrodomestica, l’imprenditore ha puntato lo sguardo sul mondo prima delle due ruote, realizzando bici e scooter a motore elettrico e poi dell’automotive, ma il progetto ha richiesto molti fondi, motivo per cui ha rinunciato anche ad uno degli stabilimento Askoll vendendolo ad una società americana per 50milioni di euro, in Italia ha chiesto prestiti bancari, sostegno da parte del governo, fondi di investimento, ma nessuno lo ha sostenuto, se non a prezzi davvero irrisori e quasi nulli per un progetto così importante.

Poi il giorno della svolta, l’incontro con il sindaco di una città cinese da 5 milioni di abitanti a 100 km da Shangai. Il rappresentante politico gli ha offerto ben 150milioni e il 51% di quota della società che porterebbe EVA, l'auto elettrica più economica, finalmente su strada, con produzione in Cina. La decisione però non è ancora stata presa.

Il quadriciclo è guidabile a 16 anni con patente A1, pesa 450 kg con una potenza di 3.5 kilowatt installati. Consuma 50 euro di energia elettrica per 7mila kilometri in un anno! Il prezzo d'acquisto poi, parte da soli 10 mila euro. 

«Sono ancora fiducioso di trovare il modo per terminare il progetto nel nostro Paese — dice Marioni —. Meritiamo molto di più di quello che continuiamo a dare ». L’invito è aperto: «Non ho paura di soci, spero di trovare qualcuno che come me voglia partecipare. Poi amareggiato aggiunge: «Mi dispiacerebbe andare, ma qua ormai sono trattato come un oggetto solo da spremere»

Immaginiamo che molti come lui siano in attesa di un supporto considerevole da parte del paese in cui sono nati, cresciuti e si sono formati e nel quale hanno investito. Marioni dà e darebbe davvero un prezioso contributo all’economia italiana, eppure dall’alto nessuno sembra accorgersene… 

Di Costanza Tagliamonte

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