Interviste

Autoricambi contraffatti, così li combatte la Guardia di Finanza

DI STEFANO BELFIORE

Più di 1 milione di ricambi sequestrati per valore economico superiore ai 3 milioni di euro. E’ la quantità di prodotti contraffatti posta sotto sequestro dalla Guardia di Finanza negli ultimi 5 anni. Cifre che rendono palese la mole di lavoro nonché l’oculata attività ispettiva e di presidio che i militari riversano in questo specifico campo funzionale a debellare una delle piaghe, senza dubbio più velenose, che affligge il settore dell’aftermarket automotive nazionale. Il Maggiore Gianluca Donno del Nucleo Speciale Beni e Servizi (Gruppo Anti-Contraffazione e Sicurezza Prodotti) fa luce sull’azione trasversale messa in campo “che non si limita – dice - all’applicazione delle misure di sequestro dei prodotti contraffatti ma si estende alla disarticolazione dei circuiti sommersi del lavoro nero, dell’immigrazione clandestina, dell’evasione fiscale. Nella lista dei ricambi fake, figurano principalmente quelli di produzione estera. I  più taroccati riguardano l’impianto del sistema frenante di auto e moto. Ma severe sono le sanzioni per chi produce e commercializza il falso: si rischia la reclusione da sei mesi a tre anni, con multe da 2.500 fino 25mila euro. Affinchè l’azione sia sempre più incisiva è necessario fare squadra. Le imprese possono, infatti, trovare nella Guardia di Finanza un valido punto di riferimento in una lotta sinergica contro il falso. Un esempio è l’applicazione informatica, presente nel S.I.A.C., grazie a cui le aziende  possono condividere informazioni utili in chiave operativa. E sui suggerimenti da dare all’automobilista? Il maggiore Donno è chiaro: “Chi compra merce contraffatta o non sicura mette a rischio la propria salute. Tra i consigli utili, affidatevi a ricambisti di fiducia di cui sono note serietà e presenza sul mercato con un'organizzazione stabile”.

 

Maggiore innanzitutto come si esplica e si esprime l’azione della Guardia di Finanza nel contrastare il fenomeno dei ricambi contraffatti?

autoricambi contraffattiLa Guardia di Finanza è impegnata quotidianamente nella lotta alla contraffazione e alle violazioni in materia di sicurezza prodotti in tutte le sue manifestazioni, attraverso il controllo economico del territorio; il monitoraggio del web e il presidio degli spazi doganali, canali privilegiati per commercializzare ed introdurre nel territorio nazionale prodotti non sicuri e/o contraffatti; il controllo dell’intera filiera di distribuzione, dai produttori / importatori ai commercianti al minuto. L’azione di contrasto non si limita all’applicazione delle misure di sequestro dei prodotti contraffatti / non sicuri e all’oscuramento dei siti internet ma si estende alla disarticolazione dei circuiti sommersi del lavoro nero, dell’immigrazione clandestina, dell’evasione fiscale, del riciclaggio, del terrorismo, ambiti questi sempre più spesso alimentati dai proventi derivanti dalla contraffazione. Come è noto, la criminalità rallenta lo sviluppo economico e frena la competitività complessiva del sistema Paese. Pertanto, l’aggressione a ogni forma di illecito, operata dai Reparti territoriali e dai Reparti Speciali della Guardia di Finanza secondo le direttive Comando Generale, restituisce competitività e legalità al mercato, alimentando gli investimenti e il conseguente sviluppo imprenditoriale ed economico.

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Con specifico riguardo alle modalità operative, si segnala in particolare, l’attenzione del Corpo rispetto:

  • all’aggressione operativa dell’intera filiera del falso, anche attraverso l’esecuzione di sequestri di beni e macchinari, oltre che della merce illegale, per impedire la sopravvivenza stessa dell’impresa del falso;
  • allo sviluppo di indagini non limitate al solo territorio nazionale, attraverso il ricorso ai canali della cooperazione internazionale di polizia e giudiziaria;
  • alla crescente esigenza di contrastare i fenomeni contraffattivi perpetrati attraverso il web.

In tale contesto, il Gruppo Anticontraffazione e Sicurezza Prodotti esplica la propria attività a tutela delle regole dei mercati, in particolare nei settori di servizio della tutela di marchi, brevetti e proprietà intellettuali, sicurezza e conformità dei prodotti, pirateria audiovisiva ed informatica, reati contro l’economia pubblica, l’industria e il commercio. Il Reparto promuove i rapporti con le altre componenti istituzionali coinvolte nella lotta alla contraffazione, nonché con aziende, consumatori e associazioni di categoria, anche attraverso l’ideazione e lo sviluppo di iniziative formative e seminariali.

Come è strutturato il Gruppo Anticontraffazione e Sicurezza Prodotti

ricambi auto contraffattiEsso è strutturato in due sezioni, di cui la 2ª sovrintende alle funzionalità e alle applicazioni del Sistema Informativo Anti Contraffazione (S.I.A.C.): questo sistema è il risultato di una progettualità co-finanziata dalla Commissione Europea ed affidata dal Ministero dell’Interno alla Guardia di Finanza, a conferma del ruolo di centralità del Corpo nello specifico comparto operativo. All’attività centralmente operata dal Gruppo e più in generale dalla componente specialistica del Corpo incardinata nei Reparti Speciali, si aggiunge la fondamentale azione operativa dei Reparti del Corpo che, soprattutto grazie alla componente umana e professionale dei militari, concretizza e rende incisiva l’azione operativa presidiando l’intero territorio nazionale. Da ultimo, volgendo lo sguardo oltre i confini nazionali, la Guardia di Finanza collabora con EUROPOL ed EUIPO in tutte le azioni a carattere internazionale di rilevanza nei settori della contraffazione e della sicurezza prodotti, fornendo un rilevante apporto per il raggiungimento degli obiettivi prefissati nell’ambito del cosiddetto “Policy Cycle” del Consiglio dell’Unione Europea, nel cui ambito la Guardia di Finanza ha assunto la funzione di “Driver” per il coordinamento delle azioni riferite alla priorità “contraffazione di merci con impatto sulla salute e sicurezza pubblica”.

 

Nell’ambito del progetto S.I.A.C. è possibile avere un numero orientativo di quanti ricambi tarocchi sono stati finora sequestrati?

autoricambi falsificatiNell’ultimo quinquennio la quantità di prodotti contraffatti sequestrati del settore automotive dai militari della Guardia di Finanza è stata rilevante con un picco nei valori registrati nell’annualità del 2016. Nel suddetto periodo, risultano circa un milione di pezzi sequestrati, tra pezzi meccanici, accessori per autoveicoli e accessori per motocicli e biciclette, corrispondente ad un valore di mercato, effettuato secondo le stime IPERICO (Intellectual Property – Elaborated Report of the Investigation on Counterfeiting) del Ministero dello Sviluppo Economico, superiore ai 3 milioni di euro.  Dal punto di vista della distribuzione geografica i sequestri per contraffazione operati dal Corpo hanno evidenziato i valori più importanti nelle regioni del Nord con particolare riferimento alla Lombardia e al Piemonte. A questi valori, strettamente riconducibili al fenomeno contraffazione, sono poi da aggiungere i rilevanti risultati conseguiti dalla Guardia di Finanza nel settore della sicurezza prodotti che, nel solo settore Automotive, contano ulteriori 2 milioni di pezzi sequestrati.

 

Dove è più frequente la contraffazione? In pratica quali sono i componenti auto che vengono maggiormente falsificati?

ricambi fakeGli accessori ed i pezzi di ricambio sequestrati dal Corpo sul territorio nazionale sono principalmente di produzione estera, mentre con riferimento ai flussi sono i mercati cinese e sempre con maggiore rilevanza quello turco i luoghi da cui proviene la maggior parte delle merci contraffatte.  Sovente il “focus” investigativo del Corpo è incentrato sulla ricostruzione e conseguente disarticolazione di filiere contraffattive di matrice italiana, che nell’operatività del Corpo hanno visto il coinvolgimento di numerose aziende operanti ed ha interessato i diritti di proprietà industriale di una importante parte del mercato mondiale dell’automotive. Uno studio dell’ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) sottolinea come i pezzi più soggetti a contraffazione sono i sistemi frenanti a disco per auto e motoveicoli e relativi componenti (come le pastiglie freno), ma anche cinghie, tenditori, pompe acqua, fanali, luci targa, segnalatori rimorchio, pistoni, cuscinetti motore, motorini d’avviamento, alternatori, candele, candelette, componenti di sistemi d’iniezione benzina e diesel, filtri e spazzole tergicristallo.

Chi produce e commercializza il falso verso quali sanzioni va incontro?

Da un punto di vista penale chi produce o importa ricambi contraffatti soggiace alle sanzioni previste dal codice penale (artt. 473 e 474). In particolare chiunque contraffà o altera marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, di prodotti industriali, o fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.500 a euro 25.000. Soggiace alla pena della reclusione da uno a quattro anni e della multa da euro 3.500 a euro 35.000 chiunque contraffà o altera brevetti, disegni o modelli industriali, nazionali o esteri, ovvero, fa uso di tali brevetti, disegni o modelli contraffatti o alterati. Con riferimento all’importazione, il codice penale punisce chiunque introduce nel territorio dello Stato, al fine di trarne profitto, prodotti industriali con marchi o altri segni distintivi, nazionali o esteri, contraffatti o alterati con la reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 3.500 a euro 35.000.  Fuori dei casi di concorso nella contraffazione, alterazione, introduzione nel territorio dello Stato, chiunque detiene per la vendita, pone in vendita o mette altrimenti in circolazione, al fine di trarne profitto, i prodotti di cui al primo comma è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa fino a euro 20.000.

 

Diverse sono le iniziative messe in campo dai componentisti per tutelare l’originalità dei prodotti. A suo avviso cosa può fare un brand di settore per rafforzare questa azione di difesa?

E’ evidente che la violazione dei diritti di proprietà intellettuale danneggia il mercato, sottrae opportunità e lavoro alle imprese che rispettano le regole. In tale contesto i cittadini onesti, le imprese e i professionisti che rispettano le regole possono trovare, sempre, nella Guardia di Finanza un sicuro punto di riferimento. Dal punto di vista pratico e operativo, parallelamente allo sviluppo e al miglioramento continuo dei dispositivi anticontraffazione che caratterizzano i propri prodotti, le aziende possono attivare gratuitamente un canale telematico diretto e sicuro attraverso cui collaborare con la Guardia di Finanza nella lotta contro il falso. Infatti nel sito web Sistema Informativo Anti-Contraffazione (S.I.A.C.) è presente un’area riservata (Area aziende) al mondo imprenditoriale e ai relativi organismi di rappresentanza, che consta di un’applicazione informatica attraverso cui si possono condividere con la Guardia di Finanza risultanze e dati di utilità in chiave operativa, in un ambiente riservato e sicuro, ottenendo mirati report sull’operato del Corpo con specifico riferimento ai marchi/brevetti oggetto di tutela. Attraverso l’invio di segnalazioni le Aziende possono concretamente aiutare i militari del Corpo ad intervenire con efficacia nella quotidiana lotta al contrasto della contraffazione per la tutela dei diritti di privativa industriale anche evidenziando circostanze particolari che possono costituire indicatori di situazioni di illecito.

 

E che suggerimento si sente di lanciare all’utente finale per non trovarsi in situazioni d’acquisto di ricambi fake? Come può l’automobilista riconoscere o evitare contesti del genere?

Premesso che chi compra merce contraffatta o non sicura mette a rischio la propria salute alcuni semplici consigli per utenti sono:

  • affidarsi a ricambisti di fiducia di cui sono note serietà e presenza sul mercato con un'organizzazione stabile;
  • evitare fornitori occasionali di cui non si conosce l'organizzazione;
  • evitare di comprare ricambi eccessivamente economici: un prezzo sensibilmente inferiore a quello di mercato è sicuramente indice di scarsa qualità;
  • controllare sempre le etichette dei ricambi acquistati e diffidare di quelli privi delle indicazioni d'origine e/o del "marchio CE";
  • acquistare solo ricambi in confezioni e con imballaggi integri, con il nome del produttore, assicurandosi della loro provenienza e di eventuali marchi di qualità o certificazione.

 

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