Interviste

Ibrido ed elettrico: il mercato che fa paura al ricambista?

DI STEFANO BELFIORE

Il ricambista Max Mattei Ibrido ed elettrico. E’ un mercato che fa paura al ricambista nostrano? Quando il parco circolante su strada assumerà questa fisionomia logicamente si sposterà il baricentro della manutenzione: più proteso in questo caso verso interventi di riparazione o sostituzione che  prediligono la parte elettrica a quella meccanica. “Per questo è necessario – avverte Max Mattei (nella foto) dell’Autoricambi Mattei di Roma – aggiornare quanto prima ed in tempo utile il proprio skill”. Quasi un quarto di secolo passato finora nel mondo dell’aftermarket automotive, Mattei (nell’azienda familiare nata nel 1965 ed in procinto di vivere il cruciale passaggio generazionale si occupa della gestione degli ordini) conosce bene le dinamiche del post vendita territoriale. Ha assistito all’avvento di grandi alleanze distributive provenienti da fuori regione e crede anche lui nel network per poter oggi competere nel mondo giusto. Due le opzioni sinergiche: alleanze orizzontali con altri ricambisti o partnership con fornitori.

Partiamo da una domanda che rivolgiamo a tutti i suoi colleghi. Rispetto a ciò che sta accadendo nel post vendita nazionale (partnership, joint venture, forte selezione), il ricambista italiano avrà a suo avviso ancora una vita lunga dinanzi a sè oppure ha i giorni contati?

A mio avviso c’è da preoccuparsi. Ma per la fisionomia che assumerà, da qui a circa quindici anni, il parco auto circolante. Quando avremo in circolazione, totalmente o maggiormente, vetture ibride ed elettriche allora il baricentro della manutenzione si sposterà verso l’elettrico e non più verso la parte meccanica. Pertanto diminuirà la mole di interventi di sostituzione e riparazione, caleranno i livelli di fatturato con un impatto a cascata anche nel mondo degli autoricambi. Bisogna aggiornare le nostre competenze sul fronte della sensoristica e della elettronica.

Max Mattei, ricambista di RomaPer vivere a lungo su cosa bisogna puntare?

Oggi, nel territorio in cui opero, assisto ad ex fornitori all’ingrosso che vendono direttamente alle officine. Sempre più prendono piede grosse alleanze tra grossisti extraregionali che si propongono nel nostro mercato locale con una aggressiva policy di prezzo. A mio avviso, la via per strutturarsi meglio e tenere il passo della competitività odierna, passa, per noi ricambisti, mediante le giuste sinergie.

Quali le forme di partenariato più utili?

Ne immagino due. Un network fra ricambisti o allenze con fornitori così da creare idonei gruppi d’acquisto in grado di fare le giuste economie di scala nell’approvvigionamento della merce e nelle altre dinamiche logistiche. Noi ci stiamo provando, alleandoci ad uno o due e due grossisti regionali/nazionali per spuntare prezzi sempre più allineati alle realtà di mercato attuale. In passato abbiamo fatto parte di un consorzio acquisti per bypassare il grossista, ma dopo alcuni anni abbiamo fatto un passo indietro. Il problema, secondo me, è il vantaggio sull'acquisto che si annulla con le spese della piattaforma.

 

 

Passiamo all’online. Il web come ha cambiato il lavoro del ricambista. Va visto come una chance di crescita o come un limite?

Autoricambi Mattei di Roma Penso che internet possa far saltare il naturale iter che connota la filiera dell’aftermarket nazionale. Oggi, con il web,  un produttore di ricambi può benissimo vendere direttamente all’officina, bypassando gli altri anelli della filiera. Detto questo, il web non lo ritengo una minaccia ma un mezzo che può far crescere. Personalmente non abbiamo ancora investito su di esso perché sappiamo bene che un utilizzo virtuoso e proficuo del digitale necessita di un know how ad hoc, delocalizzato solo su questo fronte. Al momento le vendite tradizionali tirano e trainano il nostro business.

Oltre il prezzo c’è di più .Cos’è che oggi fa la differenza dietro un bancone?

Il rapporto qualità-prezzo è una discriminante importante che genera selezione. Ma a questo va aggiunto la celerità nella consegna della merce ordinata, la rapidità nel fare un preventivo e il saper consigliare il ricambio giusto.

 

Parliamo infine di contraffazione. Qual è il ruolo del ricambista nella lotta al ricambio tarocco. Cosa può fare e fa in sostanza?

Per combattere la contraffazione basta non comprare ricambi in nero e rifornirsi da fornitori qualificati, seri e conosciuti. No agli avventurieri che ti propongono occasioni del momento. Occasioni dietro cui c’è il rischio che possano celarsi fenomeni di ricambi tarocchi. 

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