Inforicambi

Interviste

Stop agli autoricambi falsi

DI STEFANO BELFIORE

Comprare autoricambi contraffatti comporta una serie di pericoli. Oltre a compromettere chi, nel post vendita automobilistico, lavora in maniera corretta e professionale, montare componenti falsificati vuol dire mettere a rischio l’integrità del veicolo e la sicurezza a bordo, generando un danno all’ambiente e rischiando anche di incorrere in sanzioni amministrative e penali. Concetti che, più volte, abbiamo rimarcato su Inforicambi, sentendo l’opinione di organismi di categoria impegnati da anni a combattere questa piaga che tormenta l’aftermarket. E’ il caso di AsConAuto. Nell’anno appena trascorso, l’Associazione Nazionale Consorzi Concessionari Auto ha rafforzato il suo impegno in questo campo “reclamizzando e accrescendo – spiega il presidente  Fabrizio Guidi (nella foto) -  la distribuzione di ricambi originali”. Qualche esempio? "Stando accanto - continua - ai carrozzieri contro la volontà di alcuni gruppi assicurativi di fornire direttamente ricambi per gli interventi di ripristino vetture, senza pretendere la stessa qualità di costruzione e procedure d’installazione. E avviando anche un rapporto sinergico con Anfia per una campagna di sensibilizzazione e lotta contro i ricambi taroccati”.

 

Si è appena concluso il 2016. Qual è stato l’impegno di Asconauto per combattere la contraffazione dei ricambi?

Abbiamo rafforzato l’impegno di sempre, reclamizzando e accrescendo la distribuzione di ricambi originali, garantiti direttamente dalla rete ufficiale dei concessionari italiani. Abbiamo affiancato le battaglie dei carrozzieri contro la volontà di alcuni gruppi assicurativi di fornire direttamente ricambi per gli interventi di ripristino vetture, senza pretendere la stessa qualità di costruzione e procedure d’installazione.

Che risultati sono stati ottenuti?

Siamo al 12 per cento di vendita in più dei ricambi originali rispetto al 2015. Oltre 500 milioni di euro di ricambi originali fatturati.

A cosa si punta quest’anno?

Abbiamo avviato un rapporto molto positivo con Anfia, la filiera ufficiale di produzione di ricambi sul territorio nazionale. Insieme porteremo avanti una campagna di sensibilizzazione e lotta alla contraffazione dei ricambi.  

Esistono sanzioni amministrative e penali nonchè un Osservatorio nazionale che monitora il settore, sensibilizzando la cultura del ricambio non contraffatto. Può bastare come deterrente o c’è bisogno di altro?

Le sanzioni amministrative e penali esistono e anche i controlli, soprattutto da parte della Guardia di Finanza, con cui Anfia ha avviato la collaborazione e un protocollo di verifiche e da alcuni anni. Noi stiamo lavorando per una diffusione della riparazione di qualità, cercando di accrescere la professionalità della rete di riparazione, anche non ufficiale. In proposito, abbiamo dei progetti importanti per sostenere quanti vorranno maggiormente impegnarsi in tal senso. Con la qualità, quando questa vuol dire sicurezza, non si può scherzare. Crediamo che il 2017 possa portare a delle novità importanti su questo fronte. 

 

 

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