Lavoro ed Economia

L’Ecobonus e le agevolazioni in corso

parco autoVenerdì 21 giugno l'aula della Camera dei Deputati ha discusso la conversione in legge del decreto 30 aprile 2019, n. 34, il cosiddetto “Decreto crescita”. Un provvedimento recante dispositivi fiscali, amministrativi e finanziari tesi a rilanciare i consumi, le attività produttive e dunque e rinforzare un ciclo di ripresa che in Italia non sembra aver messo radici. Come accennato in un altro articolo, il Decreto Crescita ha interessato anche il comparto automotive: infatti avevamo fatto cenno alla ipotesi di rilancio del cosiddetto “iperammortamento”: intervento di natura fiscale, reintrodotto dal 1° aprile 2019 che consente di aumentare del 30 per cento il costo fiscale di acquisto di beni strumentali. Oltre a ciò, nel Decreto viene dedicato uno spazio al rilancio anche degli eco-incentivi per l’acquisto di veicoli ecologici, lo scorso marzo è stato introdotto l’Ecobonus, considerato ancora in fase di rodaggio, ma del quale si possono trarre almeno parziali indicazioni circa l’impatto sul mercato automotive. In sintesi ricordiamo che il provvedimento governativo prevedeva che dal primo marzo 2019 fino al 31 dicembre 2021 sarebbe stato possibile acquistare auto con emissioni con meno o fino a 70gr. per Km. di CO2 potendo fruire di un cosiddetto “EcoBonus”, aumentabile a seconda o meno che si rottami una vecchia auto. A titolo del dispositivo le Concessionarie diventerebbero dei “Sostituti di Imposta” gestendo per conto dell’eventuale acquirente la intera pratica di richiesta ed ottenimento dell’incentivo.

Ecobonus : risultati in “chiaro-scuro”

ecobonusStrano anno questo 2019, per l’auto. Non solo perché in Italia è il primo senza Sergio Marchionne, il manager che ci aveva riabituato, e anche un poco riappassionato, ad una Italia motoristica di nuovo protagonista mondiale. Ma anche perché nel mondo, il settore auto è stato di nuovo disturbato da tanti fattori sia esogeni che endogeni. Dalla lotta contro il diesel e seguendo al programma di futuri blocchi alla circolazione ed alla vendita di tutti i motori tradizionali; ai terremoti industriali come ai cambi di poltrone nei grandi Gruppi, per continuare con la pesante guerra dei dazi tra Usa e Cina. Di certo non tutte queste vicende hanno avuto sede in Italia, ma chiaramente il mercato italiano ha risentito per riflesso di un clima di incertezza mondiale e di tanti errori normativi interni al Paese. Lo stesso “Ecobonus”, da tempo anticipato prima della sua uscita, ha generato incertezza nelle strategie di acquisto di auto da parte degli automobilisti. Questo nella parte in cui lo stesso “EcoBonus” portava in essere anche un riflesso “EcoMalus” cioè una penalizzazione fiscale verso i modelli di auto che superano determinate soglie. Certamente il rischio di vedersi sovra tassare eventuali acquisti non ricompresi nell’Ecobonus ha di certo frenato diversi acquisti. Per contro, visto il limite economico del prezzo di acquisto oltre il quale non operava l’originario Ecobonus, senza considerare la assenza per diverse settimane di necessari regolamenti e circolari attuative, ha di fatto bagnato le polveri all’Ecobonus. Forse anche per allargare la platea dei mezzi beneficiabili dell’incentivo, l’articolo 10-bis, introdotto in Commissione specificatamente per l’argomento, modifica la disciplina  estendendo l'incentivo all'acquisto di ciclomotori e motoveicoli sia elettrici che ibridi.  Basterà questa modifica a rilanciare l’Ecobonus? Lo vedremo più avanti.

Riccardo Bellumori

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