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Lavoro ed Economia

Toyota: leader mondiale in produzione ed investimenti

Che qualcuno ne sia o meno a conoscenza, questo articolo nasce per dare giusto spazio al mondo dell’industria, riportando un esempio fondamentale nella storia della produzione industriale in generale, di quella automobilistica nello specifico.

La Toyota (Toyota Motor Corporation), conosciuta a tutti come multinazionale giapponese produttrice di autoveicoli dagli anni ’30, è la maggiore società automobilistica del Giappone con una produzione stimata di circa nove milioni di veicoli all’anno e la sua storica capacità produttiva la deve all’ingegnere Taiichi Ōno, fautore del Toyotismo (Toyota Production System).

Il toyotismo è un metodo di organizzazione della produzione derivato da una filosofia diversa ed alternativa alla produzione in serie basata sulla catena di montaggio teorizzata e portata avanti da Henry Ford (uno dei fondatori della Ford Motor Company statunitense). Quando si parla di Toyotismo spesso si fa riferimento alla ‘produzione snella’, termine coniato dagli occidentali per indicare appunto il sistema di produzione Toyota o TPS che si caratterizza per aver prevaricato sulla produzione di massa. Tale sistema è responsabile di aver fatto di Toyota l’azienda leader in produzione e realizzazione nel settore automobilistico che conosciamo oggi. Alla fine degli anni quaranta era una piccola impresa con macchinari obsoleti e quote di mercato irrisorie, così l’allora direttore della Toyota Taiichi Ōno portò la svolta rompendo la schematicità e la rigidità occidentale, puntando sulla flessibilità e la velocità, dunque sulla capacità di rispondere subito alla variazione di mercato con una programmazione costante della produzione. Questa si baserà non più sull’offerta, bensì sulla domanda e sulle esigenze del consumatore. Anche la figura del lavoratore/operaio viene rivalutata, non si ridurrà più solo ad un organo esecutivo, ma diventerà parte integrante e fondamentale per l’impresa, nascerà il lavoro di squadra, quello che oggi chiamiamo team working, la cooperazione e l’insieme di più forze per un obiettivo comune.

Punti fondamentali del Toyotismo

Rapporto di fiducia tra impresa e dipendenti, ricerca della Qualità totale, ricerca costante dell’innovazione e l’identificazione degli sprechi quali: eccesso di attività che non producono alcun valore, movimento e spostamenti per raggiungere materiali troppo lontani dal punto di utilizzo, difetti di lavorazioni e dunque produzione di scarti, eccesso di produzione che porta alla creazione di un magazzino, attesa e impiego del tempo in maniera non produttiva, trasporto di materiale senza che ci sia necessità e dunque creazione di valore. Questi i punti fondamentali del modello Toyotista.

Produzione Just in Time e tecnina Lean

Il tutto ha come scopo quello di arrivare ad una produzione ‘just in time’ (idea di Kiichirō Toyoda fondatore della Toyota) basata sulla sincronizzazione del flusso delle materie al momento dell’utilizzo ‘appena in tempo’, senza attese, senza sovrabbondanza, senza scorte e capace di individuare al momento il prodotto difettato così da eliminarlo, senza tenerlo in magazzino. Si parla infatti di tecnica lean. Il funzionamento effettivo del just in time dipende dal kanban che capovolge la direzione del processo produttivo: da valle verso monte, infatti è dai segmenti finali della fabbrica che si può sollecitare la produzione. Possiamo dire quindi che tale modello efficiente, ha segnato un’era che va dagli anni ’40 agli anni ’70 e oltre, perché è da qui che nasce il modello dell’attuale new economy fatta di innovazione, tecnologia e corsa ai beni immateriali, alla produzione e commercializzazione di servizi piuttosto che di beni materiali e tangibili.

Oggi: Toyota investe dieci miliardi di dollari negli USA

Inoltre tra le ultimissime viene fuori che la casa automobilistica è pronta ad investire circa 10 miliardi di dollari negli USA. La fonte è ufficiale, lo ha confermato lo stesso presidente Akio Toyda durante una conferenza stampa al North American International Auto Show di Detroit, dichiarazione lasciata poco dopo le critiche e le minacce del neo presidente Donald Trump intenzionato ad ostacolare la produzione di automobili in Messico. La casa automobilistica, in occasione della conferenza, ha presentato i modelli 2018 della Camry.

«Il Camry è stato uno dei motivi per cui abbiamo investito 22 miliardi di dollari negli Stati Uniti nel corso degli ultimi 60 anni e per questo investiremo altri 10 miliardi nei prossimi cinque» afferma Toyoda. Gli investimenti dunque proseguiranno nel Nord America, in Texas e in Kentucky, ma la dichiarazione di Trump non fermerà di certo i progetti che Toyota ha per il Messico, e questo non lo inventiamo noi, ma lo ha affermato il vice presidente di Toyota Usa Bob Carter.

Diversamente da Sergio Marchionne per Fiat Chrysler che invece chiuderanno impianti in Messico per investire in Michigan ed Ohio.

Costanza Tagliamonte

 

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