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I gommisti non ci stanno: il mercato online va regolamentato

Chi vende pneumatici, chi lo fa con professionalità e correttezza chiede una maggiore regolamentazione del mercato contro una ingiusta concorrenza che sembrerebbe nascere e proliferare negli ambienti digitali dell’e-commerce delle gomme dove si ritiene probabile l’evasione dell’IVA e del contributo ambientale per la gestione dei PFU (l’importo incluso nell’acquisto di ogni pneumatico nuovo e destinato a contribuire al completo smaltimento dei pneumatici fuori uso, ovvero i pneumatici irrecuperabili che devono essere smaltiti come rifiuto). Federpneus ha proposto lo split payment come misura per disciplinare la vendita. Un intervento accolto con favore dal gruppo Facebook ‘Gommisti per Passione’ ma non esaustivo per contrastare adeguatamente la problematica. Come già riportato da Inforicambi in un precedente articolo (Pneumatici online: oltre lo split payment), la community, amministrata da Giovanni Vicario e che annovera al suo interno circa 1500 gommisti, ha provveduto ad inviare, qualche mese fa, una lettera a 6 deputati della Commissione Bilancio della Camera. Un documento che fa il punto della situazione su ciò che sta accadendo nel commercio digitale e che raccoglie diverse istanze: dall’obbligo di presentazione del codice fiscale, da parte di chi acquista attraverso l’e-commerce, all’Intrasat per le  aziende che acquistano via internet da siti con sede estera. Ma finora alle richieste dei gommisti del gruppo social (condivise da numerosi loro colleghi che hanno interagito con Inforicambi) non c’è stato nessun feedback istituzionale. Se la risposta governativa latita, la lotta degli operatori del settore, che invocano una ‘giustizia commerciale’, prosegue. “Non ci fermeremo certo qui” annuncia Daniela Galileo Spaggiari (della Spaggiari Pneus, azienda di Trento specializzata nel commercio e nella riparazione di pneumatici, uno degli operatori facente parte di ‘Gommisti per Passione’). “Andremo avanti – aggiunge – con il nostro impegno, continuando a far sentire la nostra voce. Proprio per questo stiamo pensando ad altre iniziative di sensibilizzazione”. E’ in gioco il futuro di un’importante e rilevante fetta della nostra imprenditoria artigiana. Quella onesta e seria che va difesa.

Stefano Belfiore

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