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Ricambi online: impigliati (o liberati) nella rete?

ricambi automobileL’e-commerce muove miliardi ed è facile capire perché: confrontare, scegliere e comprare online mette a disposizione una miriade di opzioni e fa risparmiare, sia tempo sia, potenzialmente, denaro. Il periodo, si sa, non è dei più floridi e quest’ultima motivazione fa molta presa sui consumatori, comprendendo in quest’ampia categoria anche gli automobilisti.

 

 

 

vendite online ricambi autoQuale riflesso può avere questa tendenza, sicuramente non invertibile, verso i ricambisti aftermarket?

Chi produce non ha molti problemi, a parte un aumento della concorrenza: i ricambi si vendono e poco importa attraverso quale canale la vendita si compie. A dover fare i conti con l’online sono piuttosto i dettaglianti, quei negozi, magari piccoli, che formano un tessuto distributivo abbastanza capillare ma i cui volumi unitari non sono molto alti.

 

Nessuno senza internet

marketplaceJack Ma, che avendo fondato il colosso Alibaba si può considerare più che esperto in materia, ha sottolineato come la diffusione delle nuove tecnologie può avere un effetto dirompente sull’economia e sulla società perché può “colpire” tutti i settori ed i lavori tradizionali. Ogni attività che non si collega a internet, è questo il suo pensiero, può essere a rischio.

Le parole di Ma indicano un problema o opportunità mascherata?

L’ottimismo della volontà in questo caso si mescola a quello della ragione, come alcuni dati sembrano suggerire: secondo uno studio di Autopromotec 14 milioni di italiani nel 2015 hanno acquistato ricambi auto online e queste persone non devono essere considerate “perse” dal punto di vista dei negozi su strada. Gli autoriparatori e i rivenditori di ricambi possono infatti spostare il loro business dalla sola officina/negozio all’e-commerce. Il loro obiettivo può essere duplice: intercettare l’arrembante domanda degli acquisti sul web via internet e svolgere un ruolo consulenziale e informativo che un monitor di computer non può garantire. Il mercato dei ricambi automotive in Italia valeva 12,6 miliardi nel 2015 e il solo settore dei pezzi comprati dalle assicurazioni per i sinistri vale 1,6 miliardi l’anno. Questa torta viene divisa fra gli Indipendent aftermarket manufacturer (Iam), che ne amministrano circa il 70 per cento, e gli operatori del canale Oes (Original equipment services). La preponderanza degli “indipendenti” non deve far abbassare la guardia: l’aftermarket adulto sa di dover seguire le evoluzione del mercato e dei consumatori. 

 

Comprare online: perché?

vendita web di autoricambiAltri dati, questa volta forniti da Ipsos per eBay, dicono che i consumatori di Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna (i 5 major markets europei per le automobili) sono sempre più fedeli al web per gli acquisti dei ricambi e il 70 per cento di loro apprezza l’e-commerce per il risparmio economico che riesce ad offrire. Alcune leve che il ricambista “fisico” può usare per sostenere il suo business sono l’esperienza e la conoscenza del settore. La scelta quasi infinita di internet potrebbe infatti “abbagliare“ l’internauta non troppo esperto, che potrebbe avere, con un ricambio non adatto, brutte sorprese e ulteriori visite all’officina. Queste armi non possono però contrastare la potenza dell’e-commerce e dei suoi molti vantaggi, che non verrà abbandonato: appare quindi ineluttabile la “contaminazione” con il web. Spostare online una parte dei propri affari è quindi una strategia a lungo termine e non il puro rincorrere una moda; illuminanti, per muoversi bene, sono poi i 5 comandamenti del ricambista. I ricavi che potranno arrivare non dipenderanno soltanto dal numero di pezzi venduti online ma anche, e soprattutto, dalla qualità delle informazioni riportate sul sito del ricambista e sui confronti fra i vari pezzi. Molto utili saranno anche gli investimenti (possono essere anche di importo limitato) nei motori di ricerca perché le ricerche di un ricambio in una certa area riportino come “risultati sponsorizzati” proprio quelli di un rivenditore locale.

 

L’onda dell’e-commerce

Infatti, sempre secondo Ipsos, un altro fattore che fa preferire l’acquisto di ricambi auto online è la possibilità per l’utente di confrontare i prodotti in vendita, magari attingendo alle recensioni. Questi fattori hanno spinto Frost & Sullivan a stimare un tasso annuo di crescita composto (Cagr) del commercio online nell’Europa Occidentale compreso fra il 10 e il 15 per cento per i prossimi anni. Combinando questo dato generale con i volumi dell’aftermarket, attualmente stimati da GiPa Italia in 440 miliardi di euro in crescita a 640 entro il 2020, si capisce bene quale dovrebbe essere la traiettoria dei ricambisti aftermaket.

 

Nicodemo Angì

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