Ricambi auto

Piccoli ricambisti e credito: fidarsi è bene?

Il mondo del commercio ricambi auto è percorso, sotto l’aspetto del cash flow, da 2 sole grandi categorie di clienti: quelli dalla linea di credito e dalla percentuale di sconto inesistente (cioè gli automobilisti privati che sempre più frequentemente si interessano al costo ed alla qualità del ricambio necessario agli interventi di officina) e i clienti dalla linea di credito infinita ovvero, meglio, indefinita. Ovvero titolari di flotte e gli autoriparatori che comprano a 2 sole indifferibili condizioni: massimo sconto e massima dilazione di pagamenti con la classica collezione di “fogli e foglietti”.

La selezione del ricambista

Ricambi AutoNon di rado purtroppo, ancora oggi molti ricambisti, e in special modo quelli più piccoli, selezionano la clientela di quest’ultima categoria con modalità del tutto improprie sotto l’aspetto dell’affidamento del credito. Perché di questo si tratta: pagamenti dilazionati, assegni post datati (ancora oggi), note, fogli e fogliettini sono definibili in un unico modo: fare credito. Cioè significa fare uscire roba dal proprio magazzino prima ancora che sia stata pagata. E significa fare credito ad una categoria di clienti tra le piu’ “volatili” che esistano. Soprattutto nel mondo dell’autoriparazione. Volatili perché tuttora sono spesso privi di capitale proprio, coperture a garanzia, polizze o ammortamenti tali da poter affrontare con successo eventuali azioni di recupero. Volatili perché ancora oggi l’apertura di credito viene valutata con metodi che definire empirici è metaforico: zero valutazione creditizia o indagini patrimoniali o almeno camerali/bancarie; affidamento sulla base di presentazione e di amici o di passa parola. E,  molto spesso, chi materialmente concorda il credito non coincide con il responsabile legale o amministrativo del debitore  (cessioni di quote, passaggi generazionali o altro possono in ogni momento della vita del credito generare delle criticità tra creditore e debitore). Volatili infine perché motivi economici o di business potrebbero far cessare l’attività del debitore prima che questo abbia saldato quanto dovuto, con una conseguente perdita da parte del ricambista creditore. Il mondo del piccolo commercio tra l’altro deve fare i conti con il fatto che il volume di crediti deteriorati ancora in pancia a Finanziarie ed Istituti di Credito è poco rassicurante: motivo per cui clienti poco affidabili verso cui si è aperta una linea di credito (fatturata) sono una delle cause per le quali diverse banche non accordano facilmente strumenti di copertura quali anticipo fatture, cessione del credito e/o factoring (seppure questo strumento molto tecnico sia decisamente poco consueto tra i piccoli operatori di magazzino e commerciali).

E allora quali possono essere le soluzioni operabili?

In breve ecco alcuni suggerimenti:

  • in primo luogo “meccanizzare” il più possibile e supportare con applicativi informatici le diverse situazioni creditizie aperte, le posizioni critiche, i sospesi…
  • Effettuare con professionisti dedicati al credit scoring o alla credit collection una classificazione delle situazioni più a rischio, valutando quali provvedimenti assumere di tipo extragiudiziale o giudiziale vero e proprio, soprattutto alla legge delle novità e delle modifiche dei processi;

Per ciò che riguarda le linee di credito di nuova istituzione ovvero per quello che deve ancora avvenire, forse la soluzione ideale è quella o di inserire in organico professionalità provenienti dal settore del credit management: ovvero, se proprio non si potesse pensare a nuovi inserimenti, completare e specializzare attraverso la formazione una persona interna alla struttura aziendale del piccolo ricambista.

Riccardo Bellumori

Commenta