Ricambi auto

Ricostruire per Riparare: un nuovo passo verso la Onlus

Ricostruire per RiparareLa costituzione di una Onlus diventa un traguardo sempre più vicino per Ricostruire per Riparare. L’iniziativa degli autoriparatori italiani per aiutare i loro colleghi che subiscono calamità naturali ha compiuto in tal senso un altro passo in avanti. Il comitato promotore si è allargato. Alla riunione, tenutasi lo scorso 11 dicembre a Fiumicino, erano presenti rappresentanti di sette regioni italiane: Alessandro Angelucci (carrozzeria Angelucci, Rieti), Nuccio Bella (carrozzeria Bella, Catania), Renato Gallo (carrozzeria Alma 2000, Torino), Marco Margiacchi (Noleggio a lungo termine We Drive, Lombardia), Claudio Romano (carrozzeria Romano Multiservice, Genova), Stefano Scala (carrozzeria Scala, Napoli), Nicola Tavella (Carrozzeria Car 2000, Vibo Valentia) e Lorenza Patruno (studio di infortunistica Auto Gest, Torino). L’incontro è servito per la ricerca di soluzioni comuni, facilmente applicabili e ripetibili per promuovere la solidarietà tra tutti gli attori della filiera dell’autoriparazione, per fronteggiare le avversità che negli ultimi ani si ripetono con preoccupante frequenza. “La solidarietà è importante”, spiega Renato Gallo, “soprattutto in anni che, come gli ultimi trascorsi, vedono il nostro settore confrontarsi con mille difficoltà”. Al centro del dibattito anche le modalità operative per organizzare e ricevere la solidarietà, così come le recenti evoluzioni della legislatura in materia. Il decreto legislativo 3 luglio 2017 numero 117 (operativo dal primo gennaio 2018) ha infatti reso più complesse e onerose delle organizzazioni non governative e di quelle non lucrative di utilità sociale. Il decreto prevede, tra l’altro, l’istituzione entro 18 mesi del registro unico nazionale degli enti del terzo settore, i cui iscritti potranno beneficiare delle agevolazioni fiscali delle Onlus. Ad ora, non esistendo bozze degli statuti che rispondono alle nuove norme, le Onlus già esistenti proseguono l’attività mentre la costituzione di quelle nuove è di fatto congelata. Il tema della raccolta di fondi, in perfetta sintonia con le prossime festività natalizie, ha chiuso le riflessioni del gruppo di lavoro: con 35mila officine meccaniche, 13mila carrozzerie e altrettanti gommisti, 10mila elettrauto, in Italia operano 70mila aziende, con una media di 3 addetti l’una. Il potenziale in termini di solidarietà che può derivare da una massa di 220mila persone (che con i clienti e i fornitori muove un giro di svariati miliardi di euro di fatturato) è enorme: la creazione di un congruo fondo di solidarietà è semplicissima e di sicuro successo. Le aziende che effettueranno le donazioni riceveranno regolare ricevuta.

Commenta