Sicurezza e salute

Autovelox fantasma? La nuova direttiva ci aiuta a riconoscerli

nuova direttiva autoveloxMarco Minniti, ministro dell’Interno dell’attuale Governo Gentiloni, ha provveduto a sostituire la vecchia circolare Maroni del 2009 in tema di violazioni al codice della strada e multe per autovelox o tutor. Il sito di informazione "La legge per tutti" ci aiuta a capire meglio cosa cambierà. La nuova Direttiva Minniti infatti prevede alcune precisazioni di cui ogni guidatore deve tenere necessariamente conto.

Anzitutto fissa l’obbligo di rendere sempre visibili le postazioni fisse automatiche degli autovelox, segnalandole attraverso un simbolo, come la sagoma del corpo di polizia che la gestisce, quindi il casco per i vigili urbani e la sagoma di un agente per la Stradale. Questo è fondamentale e utile a distinguere le multe con autovelox, tutor e telelaser e capire se sono illegittime così da poter fare ricorso.

Le nuove regole sull’autovelox

La nuova circolare del Ministero degli interni obbliga:

  • all’eliminazione dei cartelli con preavviso di autovelox vecchi e con caratteristiche grafiche non regolamentari, in luoghi in cui magari di controlli non ce ne sono;
  • alla taratura, almeno una volta all’anno, degli apparecchi di controllo elettronico della velocità;
  • ad una distanza minima adeguata tra il cartello e l’autovelox di 250 metri per le autostrade e strade extraurbane principali e 150 metri per le strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento veloce, la distanza massima invece non deve essere superiore a 4km;
  • ad una postazione ben visibile e non nascosta dietro siepi o strutture varie.

Gli strumenti utilizzati e riconosciuti sono:

  • dispositivi per l’accertamento della velocità istantanea puntuale;
  • dispositivi per l’accertamento della velocità media;
  • di tipo temporaneo, ovvero installati in un determinato punto critico e poi spostati;
  • di tipo fisso, installati permanentemente in postazioni precise in tratti stradali particolarmente critici e rischiosi se percorso ad una velocità troppo alta;
  • di tipo mobile, dunque installati su veicoli che si spostano da un punto all’altro e che sono in grado di rilevare il movimento del veicolo controllato.

Per quanto riguarda i margini di tolleranza degli autovelox, la direttiva dice: “alla velocità accertata dall’apparecchio di misura deve essere applicata una riduzione a favore del trasgressore pari al 5 per cento del valore rilevato, con un minimo di 5 km/h. Eventuali decimali risultanti da questa operazione non possono essere oggetto di ulteriore arrotondamento, né è possibile tener conto di eventuali ulteriori percentuali di riduzione collegate all’incertezza della misura dello strumento che sono già comprese nella percentuale citata”.

Dunque, la nuova direttiva dovrebbe aiutarci a comprendere meglio quando, nella miriade di autovelox installati e segnalati, incontriamo quello funzionante, reale e soprattutto a norma. Attenzione e prudenza, sempre!

Costanza Tagliamonte

 

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