Sicurezza e salute

Il dispositivo anti-abbandono ti aiuta a non dimenticare il tuo bambino in auto

Anti-Abbandono bambini in autoIl Codice della Strada ci aiuta finalmente ad evitare spiacevoli dimenticanze. E’ stato licenziato l’emendamento di modifica dell’articolo 172 che prevede l’obbligo di equipaggiare l’auto con seggiolino “dotato di un dispositivo di allarme anti-abbandono”.  Tale emendamento prevede che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti stabilisca precisamente le caratteristiche tecniche e funzionali del dispositivo.

 

La norma è stata fortemente voluta da più parti: da gruppi di genitori, associazioni e Codacons

La settimana prossima il testo passerà alla Camera e Michele Meta, Presidente della Commissione Trasporti della Camera fermo sostenitore anche della norma anti-smartphone alla guida, ha detto: “la tecnologia è una cosa buona quando viene in aiuto all’uomo, nel campo del trasporto gli esempi sono tanti e mai come in questo caso potrebbe farlo. Mettere insieme le varie proposte ricevute in Commissione non è stata cosa semplice, nel testo a firma del Relatore abbiamo cercato di mediare un po’ fra le varie soluzioni. Si tratta di un tema comunque molto sentito e assolutamente trasversale agli schieramenti politici".

Ci si chiede però, continuamente, perché casi di abbandono dei figli in auto siano una situazione sempre più frequente. Alcuni psicologi la chiamano “Sindrome del bambino dimenticato” proveniente ovviamente da una amnesia dissociativa, un disturbo che colpisce la corteccia cerebrale che conserva la memoria motoria e che causa una sorta di black out mnemonico. Gli esperti inoltre affermano che non si tratta di una patologia di cui solo un certo numero di persone soffre, ma sono momenti che possono capitare a chiunque, si tratta infatti di un eccessivo carico del cervello dovuto a ritmi di vita troppo frenetici. Casi che dimostrano tale sindrome sono tanti, tutti simili, il più recente a Castelfranco di Sopra nell’aretino.

Il brevetto del dispositivo sarebbe italiano, ma nel corso degli anni sono state diverse le proposte.

C’è Remmy, lanciato da Carlo Donati e Michele Servalli, due genitori che hanno messo a punto un sistema di allarme sonoro adatto a tutti i seggiolini, infatti lo si posiziona sotto il dispositivo di ritenuta e si può acquistare online al costo esiguo di 60euro.

C’è “Ricordati di me”, progettata dagli studenti dell’ISIS Enrico Fermi di Bibbiena. Il dispositivo può essere collegato all’impianto elettrico dell’auto oppure funzionare autonomamente: se il sistema registra che il bambino è in auto, ma lo sportello lato guida è stato aperto, il sedile del guidatore è vuoto ed il motore è spento, si attivano le quattro frecce e si apre il finestrino di qualche centimetro e se il genitore non reagisce il sistema fa partire una sirena, invia un sms al cellulare impostato con cadenza regolare fin quando il tutto non viene disattivato, ciò starà a significare che il bambino è stato “salvato”.

C’è il “Salva-bebé” ideato nel 2012 da Fioravante Tiveron. Tale dispositivo è composto da due sensori, uno si collega al seggiolino auto, l’altro al sedile del guidatore in modo tale che quando il guidatore si allontana parte un segnale acustico e luminoso che ricorda la presenza del piccolo nell’auto.

C’è “Child Reminder Alert” (lett. “Promemoria bimbo in auto”) realizzato da Waze e funziona tramite app per smartphone.

Di passi avanti ne sono stati fatti tanti e sono diversi coloro che si sono esposti ed adoperati, non resta che attendere la concretizzazione della norma.

Costanza Tagliamonte

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