Interviste

James Mark (Petronas Lubricants): “L’olio Syntium è più sostenibile”

Mark (Petronas Lubricants): “L’olio Syntium è più sostenibile”Nasce dalle corse ma l’olio Syntium è più sostenibile

Il direttore della nostra testata, Stefano Belfiore, ha intervistato, durante Autopromotec 2022, James Mark di Petronas Lubricants che ha detto chiaramente che l’olio Syntium è più sostenibile. L’EMEA Marketing Director di Petronas Lubricants, ospite del salotto televisivo di Inforicambi durante l’evento bolognese, ha prima di tutto dichiarato che Autopromotec 2022 è stata, per Petronas, la prima fiera in presenza dopo la pandemia. Abbiamo poi saputo che la nuova linea degli oli Syntium “nasce dall’esperienza delle piste e degli 8 titoli mondiali di Formula 1 vinti con il team Mercedes. Volevamo sviluppare l’olio migliore: il più efficiente e performante per le vetture stradali. Una maggiore efficienza significa diminuire gli attriti e quindi i consumi – fino al 3% - ma anche le emissioni di CO2, in una serie di effetti positivi a vantaggio dell’automobilista e dell’ambiente”. Trova così conferma l’anima racing a tutto tondo di Petronas Lubricants, che è anche partner tecnico di Iveco nel massacrante rally Dakar.

 

L’olio Syntium è più sostenibile e potrebbe essere un successo commerciale

A un direttore marketing non si può non chiedere quali risultati commerciali  si aspetta di ottenere dal lancio di un nuovo prodotto e James Mark non si nasconde”Abbiamo aspettative piuttosto elevate anche perché un buon successo nelle vendite contribuirebbe alla sostenibilità del trasporto, un aspetto al quale teniamo molto. Ci aspettiamo che anche meccanici, i distributori e tutta la filiera capiscano il valore del prodotto, studiandone le caratteristiche, e ci sostengano nella sua promozione perché in questo modo avranno automobilisti soddisfatti e amici dell’ambiente”.

 

Anche nella sua produzione l’olio Syntium è più sostenibile

Eventi e contingenze come la crisi pandemica, le tensioni sui prezzi e le materie prime e il conflitto in Ucraina hanno impattato e impattano l’automotive e la filiera ad esso collegata: abbiamo quindi chiesto quali soluzioni ha messo in campo Petronas per mitigarne gli effetti. Il nostro interlocutore ha spiegato che “la questione è molto complessa ma Petronas è presente in più di 80 Paesi e questo ci ha consentito di far leva sugli accordi delle varie realtà e ottenere forniture che player più piccoli non riescono ad ottenere. Abbiamo poi implementato vari aggiustamenti – maggior ricorso alle energie rinnovabili, diminuzione degli sprechi, minor uso delle plastiche (il ‘Bag in the box’ da 20 litri usa il 92% di plastica in meno rispetto a un packaging tradizionale) – il cui effetto cumulato è però importante. Ci siamo anche mossi sulla logistica, perfezionando le consegne ai clienti per diminuire i consumi in un affinamento generale che mira a minimizzare gli inevitabili effetti di una situazione difficile”.

 

La pandemia ha mutato le logiche della distribuzione: come avete agito in Italia?

L’esponente di Petronas Lubricants ha confermato che “l’Italia è strategica per Petronas e quindi definire una strategia di successo nel medio-lungo periodo è per noi essenziale. I cambiamenti di scenario ci hanno spinto a ridefinire le nostre procedure, anche avvicinandoci di più ai nostri partner di filiera. In effetti il mercato è diventato più concentrato e competitivo e noi ci siamo sforzati di capire come questi cambiamenti abbiano influenzato i nostri clienti, aumentando le nostre capacità di ascolto e vicinanza”. Notiamo poi che l’attenzione di Petronas va al di là del fatto che l’olio Syntium è più sostenibile: Petronas Lubricants Italy è infatti fra le 200 migliori aziende italiane per l’impiego femminile.

 

Riforestazione, l’altra faccia del fatto che l’olio Syntium è più sostenibile

Sappiamo che la sostenibilità è importante e che Petronas, in aggiunta al packaging e a molti altri accorgimenti, ha un importante accordo per compensare le sue emissioni. A spiegarcelo è James Mark che dice: “abbiamo stretto una partnership con Treedom, azienda che pianta alberi e vegetazione nelle aree soggette a deforestazione intensa. Noi calcoliamo quanta CO2 viene emessa per ogni nostra attività e Treedom pianta alberi in modo da compensare quelle emissioni, consentendoci inoltre di seguire la crescita di questi alberi negli anni a venire. Il seguire le ‘nostre’ piante non è un’attività di marketing in senso stretto ma ci dà la consapevolezza che quello che facciamo è utile per l’ambiente”. Questo accordo è attivo dall’anno scorso e si inquadra nel progetto che porterà Petronas a raggiungere le zero emissioni nette di carbonio entro il 2050.

 

Nicodemo Angì

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