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Brembo a Monza: dalle corse alla strada e quindi all’aftermarket

Brembo a Monza, dalle corse alla strada e quindi all’aftermarketI freni Brembo a Monza riconfermano un’eccellenza tricolore.

La Formula 1 è tornata nel Regio Parco e la presenza di Brembo a Monza non è solo la riconferma di un’anima racing ma anche uno sguardo sui freni del futuro. È la stessa Brembo a pubblicare i dati della gara di Monza (le monoposto di Formula 1 inviano ai box una quantità enorme di dati), dai quali scopriamo che in gara le frenate ‘ordinarie’ – escludendo quindi quelle dovuta a sorpassi o imprevisti – sono soltanto 6. I lunghi rettilinei  rendono però molto impegnativi gli interventi dei freni: la Curva 8, per esempio, prevede una frenata che porta la velocità da 333 a 190 km/h in uno spazio di 95 metri. La decelerazione massima misurata è stata 4,4 volte l’accelerazione di gravità, una valore paragonabile a quello rilevato a bordo del razzo Saturn 5 delle missioni spaziali Apollo. La frenata durava solo 1,4 secondi ma si tratta di un tempo molto ‘caldo: e impegnativo: il pilota ha spinto il pedale del freno con una forza di 135 kg e la potenza massima dissipata dai freni è stata di 2.366 kW, pari a 2,366 Megawatt! Numeri da centrale elettrica che parlano quindi di componenti allo stato dell’arte che, però hanno in comune con quelli di serie il sistema antidrag Enesys, visto durante la presentazione del percorso che porterà l’azienda a diventare un solution provider.

 

Brembo a Monza: prestazioni, elettronica e sostenibilità

Il nome Enesys sta per Energy Saving System e si concretizza in un nuova generazione di molle freno Brembo, evoluzione di quelle che impediscono alle pastiglie di vibrare rumorosamente in frenata. Enesys associa a questa funzione quella di far tornare nella posizione di riposo le pastiglie una volta che il pedale del freno viene rilasciato: in questo modo la coppia residua – il leggero strisciamento del materiale d’attrito sui dischi anche in assenza di frenata – viene annullato. Questo è utile sia in pista, situazione nella quale la ricerca delle massime prestazioni è maniacale, sia nell’uso quotidiano: i paradigmi della sostenibilità prevedono infatti che l’efficienza sia la massima possibile e questo è particolarmente vero nei veicoli elettrici e ibridi. I punti di contatto non si fermano però qui: le Formula 1 sono infatti ibride e i freni delle ruote posteriori (molti team usano sistemi di Brembo) sono di tipo by-wire perché solo l’elettronica è così veloce da riuscire a gestire in condizioni estreme la frenata convenzionale con quella a recupero d’energia. È per questo che Brembo a Monza,  come segnalato da Formula Passion, ha portato il concept del suo Sensify, un sistema frenante by-wire che sarà commercializzato nel 2024. Visto che Brembo è da sempre impegnata nelle corse, viste sia come impegno agonistico sia come fonti di evoluzione tecnologica da travasare nella produzione di serie, la cosa assume un significato ancor più pregnante.

 

L’aftermarket e la presenza Brembo a Monza

L’azionamento by wire è l’ultima frontiera dei sistemi frenanti, un’epopea che dura ormai da più di un secolo e alla quale Brembo ha dedicato una mostra interattiva, The art of braking, che si è tenuta dal 6 al 18 settembre al MUDEC di Milano. Vediamo quindi che tutto si tiene: Brembo vede le corse come un banco di prova – la frenata elettronica è consentita in Formula 1 dal 2014 – dal quale trarre esperienze da riportare nei veicoli stradali di ogni tipo. Ma se una nuova tecnologia arriva sulle automobili la si vedrà anche nel post vendita, ufficiale o indipendente, e Brembo è da sempre presente anche nel mercato dell’aftermarket, sia come classica sostituzione del primo impianto, con componenti equivalenti, sia per chi vuole prestazioni migliori. Questa presenza, come spiegato da Roberto Caravati ad Autopromotec, è articolata, attenta alle esigenze degli operatori aftermarket e in grado di formare gli operatori all’innovazione tecnologica e nei servizi ai clienti. Sarà quindi importante tenere il passo con i tempi e capire che quel che corre in pista arriverà anche sulla strada!

Nicodemo Angì

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