Gli scenari futuri dell'aftermarket.

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Gli scenari futuri dell'aftermarket

Viviamo tempi di incertezza, tra pandemia e guerra tra Russia ed Ucraina, con tutte le conseguenze anche economiche, che inevitabilmente hanno ed avranno un’influenza sul mercato dell’aftermarket. Il tutto correlato ad un parco circolante dei veicoli sempre più grande e più invecchiato e alle sfide che le nuove tipologie di motorizzazione imporranno al mercato nei prossimi anni. Un quadro con numerosi margini di valutazione su cui gipa ha cercato di far chiarezza.

Il risultato di questo impatto è che si è avuto un crollo dell’immatricolato con meno di un milione e mezzo di auto vendute, considerando che la guerra tra Russia ed Ucraina ha fatto già chiudere diversi stabilimenti di cablaggio, destinati probabilmente ad essere spostati in Marocco, difficilmente si può immaginare una ripresa fino a tutto il 2023.

Nel 2030, il 74% del parco circolante sarà ancora costituito da motorizzazioni tradizionali, non è un caso che recentemente il Governo tedesco ha sostenuto che il passaggio totale all’elettrico nel 2035 è impossibile”. Per il settore dell’aftermarket automotive è difficile prevedere cosa accadrà nei prossimi anni. Di sicuro l’andamento del parco circolante di oltre 10 anni, passato dal 32% del 2011 al 53% del 2021, è stato il miglior biglietto da visita per lo stato di salute di tutto il comparto dei ricambisti e dei manutentori.

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